Le parole sono importanti: la dignità del dialetto

Imparare una nuova lingua è l’ostacolo più’ grande che ho incontrato emigrando all’estero. Sono arrivata in Svizzera completamente digiuna di tedesco. Sapevo solo contare sino a cinque: queste le parole che mio nonno insegno’ a mia madre di rientro da un periodo di lavoro in una miniera tedesca.

Potete capire il mio sconcerto, quando dopo tante ore di corsi e studio del tedesco, mi accorgo che i miei sforzi sono vani!

Si perché il tedesco che imparo a scuola, nulla o poco ha a che vedere con la lingua che la gente parla. Lo Svizzero tedesco, nonostante sia un dialetto e non una lingua, viene parlato dappertutto: a lavoro, alla radio, negli uffici pubblici e persino a scuola. Voi vi domanderete: ma se è un dialetto, non esiste la versione scritta, quindi come scrivono? Ecco, per quello, ma solo per quello, usano il tedesco ‘vero’, quello che io studio con tanta fatica.

In Sardegna, dove sono cresciuta io, la situazione era opposta. Il sardo è una lingua vera e propria, ci si può’ scrivere e discutere la tesi di laurea (alcuni lo fanno). Eppure i miei genitori, pur parlando entrambi ilsardo come prima lingua, mi hanno cresciuta rivolgendosi a me esclusivamente in italiano. A scuola il sardo non veniva studiato, e tra bambini si prendeva in giro chi si lasciasse scappare qualche frase in sardo. Era considerato umiliante, poco colto, una vergogna.

Io poi il sardo l’ho imparato comunque, perché i miei ancora oggi parlano solo sardo tra loro, e mia nonna, analfabeta, parlava solo un italiano un po’ stentato. Non solo, le mie prime poesie da bambina erano proprio in sardo. Mi affascinava questa lingua dal forte legame con la terra, che si adattava molto meglio ai contenuti spesso ironici delle mie poesie. Per le poesie serie e sentimentali, invece, c’era l’italiano. Già allora mi rendevo inconsciamente conto di come la lingua racchiudesse in sé una diversa cultura ad espressività.

Certo gli svizzeri sono un po’ estremi. Imparando il tedesco come seconda lingua, spesso i bambini (e i grandi) hanno molti problemi con la scrittura e la grammatica. Ma almeno tramandano la loro cultura. E’ il loro modo di reagire all’invasione di immigrati stranieri, e proteggere il loro mondo.

Certo a me rende la vita difficile, ma un po mi auguro che anche in Sardegna comincino a dare al sardo la sua dignità di espressione culturale da preservare.

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Autore: Maura C.

Sarda trapiantata all'estero, scrivo per piacere, e a volte come sfogo. Adoro leggere, viaggiare e imparare da ogni esperienza della vita.

5 thoughts on “Le parole sono importanti: la dignità del dialetto”

  1. I dialetti sono la nostra origine…..
    Li difendo e mi dispiace che tanti si stiano perdendo…

    In famiglia sono rimasta l’unica che conosce il Milanese , perché ho vissuto parecchio con la nonna che lo parlava con tutti.
    Oltre alle opere di Carlo Porta , ho in casa dizionario e grammatica di Milanese , dischi di canzoni in dialetto, ecc.ecc.

    So che in Sardegna non si parla un unico vernacolo , quello che io ho sentito ( s.Teresa di Gallura) mi piaceva molto come suono anche se non sempre capivo…..

    Bello , il tuo post!

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