Donne a metà

Tra le ultime notizie rimbalzanti sul web, questa mi ha colpito particolarmente.

http://www.pourfemme.it/articolo/not-mothers-la-generazione-di-donne-che-dice-no-alla-maternita/64017/

Pare che in Spagna un buon gruppo di donne si siano stufate di doversi giustificare per non potere/volere avere figli, e abbiano decidono di unire le forze e cominciare a farsi sentire. I commenti all’articolo erano tutti molto negativi e ruotavano sul tema: al giorno d’oggi ci si inventa un movimento per tutto, non serve affatto un movimento per non avere figli.

Serve o non serve un movimento che difenda le non madri per scelta? Nel passato ci sono stati i movimenti per il diritto di voto. Oggi ci sembra normalissimo e scontato che le donne siano in grado (e in diritto) di votare quanto gli uomini. Ma allora era il contrario, ecco perchè fu necessaria una vera e propria lotta.

E oggi? Come viene considerata  una donna senza figli? Qual’è l’ultimo film che avete visto che parla di una donna di successo che abbia scelto di non avere figli? Siamo onesti, questa storia non è stata ancora raccontata, o perlomeno non è ancora entrata a far parte   del nostro patrimonio culturale.

Io appartengo alla generazione che è cresciuta pensando di poter avere tutto, lavoro e famiglia. Crescendo ci siamo dovuti ricredere, nessuno dei due erano scontati, e per una donna avere entrambi è una scelta difficile, che comporta spesso difficili compromessi.

Allora ben venga il movimento, dico io, se il risultato è aprire l’orizzonte ad una storia diversa. In futuro forse non ci dovremo più’ sentire donne a metà per aver scelto l’una o l’altra via.

Almeno spero che la prossima generazione non debba più sentirsi domandare: e allora un bambino quando lo fai?

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Autore: Maura C.

Sarda trapiantata all'estero, scrivo per piacere, e a volte come sfogo. Adoro leggere, viaggiare e imparare da ogni esperienza della vita.

9 thoughts on “Donne a metà”

  1. Un bambino è impegnativo, non è facile metterlo al mondo e stargli dietro. Non bisogna essere madri a ogni costo, se non lo si vuole e non ci si sente pronte. Tuttavia, forse mi sbaglio o la mia è cattiveria pura, ma c’è una categoria di donne che afferma di non volere figli facendo della propria libertà un vessillo salvo ad arrivare a quarant’anni e cambiare idea e cercare un figlio a tutti i costi.

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  2. Una volta avere figli era l’unico destino accettabile per una donna.
    Fin dalla nascita alle femmine veniva inculcato questo principio ; i fratelli studiavano , ma lei si dedicava ai lavori di casa e a tutto quello che la preparasse a essere una sposa e una madre..
    Le alternative erano o il convento , o diventare la zitella di casa , quella che avrebbe curato i vecchi e i nipotini…..

    Come si vede , è’ puramente culturale la scelta di essere madre,
    e le donne , anche in questo campo dovrebbero poter difendere i loro diritti …

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  3. E’ un argomento dai risvolti molto ampi, ne parlo spesso di maternità declinata in una certa maniera e nella società che viviamo. Condivido la nascita di questo movimento, in generale non credo che i movimenti siano la forma migliore per ottenere delle cose che perdurino nel tempo (ahimè purtroppo il movimento storico femminista lo ha dimostrato, e sottolineo purtroppo) ma sono comunque modi per far emergere una o più opinioni su un dato argomento. La maternità è una scelta della donna, lo deve essere sempre ma molte filosofie e religioni quando avvenne il passaggio tra società cooperative e poi kurganiche, hanno successivamente snaturato la scelta propugnando il crescete, siate funzionali al nuovo modello di società e moltiplicatevi così poi i figli continueranno ad essere funzionali a queste società successive a quelle Gilaniche dove veniva pure praticato l’aborto anch’esso come scelta della donna senza tante controversie. Il punto è il controllo, ed è la sovrappopolazione il vero controllo delle nascite per me, risulterò impopolare ma vediamo i frutti di questo e ciò è diretta emanazione di una cultura specifica che si vede come superiore alla terra e alle altre creature (oltre la sua) che la popolano. Perdona il papiro.

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    1. La maternità da libera è diventata un obbligo (la frase crescete e moltiplicatevi sta lì a dimostrarlo) ma il corpo della donna non è un oggetto e come scegliamo di dare la vita possiamo e abbiamo il diritto di scegliere di non darla, ho terminato.

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  4. Le lotte sociali degli anni ’70 hanno trasformato profondamente la posizione delle donne e ampliato le loro scelte in modo, direi, esponenziale. Ma c’è ancora moltissimo da fare, e questo è uno degli argomenti a mio avviso più importanti: la vera libertà di scegliere se avere figli o meno, senza sentirsi in colpa o limitate. E’ una rivoluzione culturale profondissima che non si ottiene da un giorno all’altro, ma vale la pena lavorarci

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