Il lato positivo 

Trasloco concluso, e di rientro da una serie di viaggi di lavoro, eccomi tornata a scrivere sul mio modestissimo spazio.

Casa nuova é bella ma vuota, così l’umore non è sempre dei migliori, ma voglio raccogliere la sfida di una carissima amica e trovare comunque un argomento positivo.

Pur viaggiando spesso mi porto appresso sempre bagagli troppo grossi. Per di più, sono lo stereotipo della viaggiatrice ansiosa: quella che arriva troppo in anticipo, ma corre comunque a destra e sinistra calmandosi solo una volta arrivata al gate.

Dato che stavolta il mio volo era alle 6:00, ho deciso di abbandonare le solite precauzioni da psicopatica e limitarmi ad un’ora di anticipo come raccomandato dall’aerolinea. Tanto chi vuoi che ci sia a quell’ora a Milano Linate?

Sono rimasta calma quando il transfer dell’hotel ha impiegato molto più del tempo annunciato. Sono rimasta calma anche quando ho avuto problemi al check-in con ulteriore ritardo. Quando stavo già congratulandomi con me stessa per essermi comportata come una persona mentalmente sana, la signorina al check-in annuncia sorridente:

– l’imbarco è al gate numero 3. In dieci minuti.

Dieci minuti?

Sirene d’allarme nella testa, modalità attacco di panico attivata! Dimenticati i buoni propositi mi lancio verso i controlli di sicurezza. Ovviamente ci sono almeno una ventina di voli ch partono più o meno alla stessa ora, la fila é lunghissima e la faccio con l’ansia a mille e l’anima in pena.

L’aereo l’ho preso, e non ero neppure l’ultima a salire… ma mi accorgo che nella frenesia isterica ho lasciato l’orologio nella vaschetta ai controlli di sicurezza. Il mio collega  italiano ( arrivato più in ritardo di me, ma con molta nonchalance) mi dice una delle frasi che in Italia sono lo standard:

– non lo ritroverai mai!

A questo punto, l’italiana che c’è in me ha subito concordato con lui. Figuriamoci se chi lo trova non se lo tiene. O se non se lo rivendono quelli degli oggetti smarriti. Abbandonate ogni speranza voi che entrate, gli italiani non cambieranno mai! Con mia sorpresa da qualche parte dentro di me è venuta fuori un’altra vocina in disaccordo: la mia coscienza svizzera. In svizzera ho ritrovato numerosi oggetti smarriti in passato, addirittura un portafoglio inclusi soldi e documenti. C’è speranza, mi dico.

Il giorno dopo, al rientro, dato che passavo di nuovo per di lì, ho deciso di provarci. Tanto che ci perdo? Con grande soddisfazione della mia coscienza svizzera il mio orologio mi é stato riconsegnato intatto da un gentilissimo impiegato. Alla faccia dei pregiudizi sulle inefficienze italiane. Chissà quante persone non ci avranno nemmeno provato a recuperare le loro cose. Credendo fosse una causa persa in partenza.

Morale della favola: molto spesso non é poi così nera come si immagina.

Buonasera e buonumore a tutti!

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Autore: Maura C.

Sarda trapiantata all'estero, scrivo per piacere, e a volte come sfogo. Adoro leggere, viaggiare e imparare da ogni esperienza della vita.

4 thoughts on “Il lato positivo ”

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