Inferno e Paradiso

Sugli incendi di questi giorni in Sardegna tante parole sono state scritte in questi giorni dai miei conterranei. Quindi queste parole saranno in punta di piedi.

In punta di piedi per rispetto verso chi nell’incendio ha perso molto più’ dei ricordi o un bel panorama. La campagna e gli animali sono vera fonte di sostentamento e cuore pulsante dell’economia della nostra zona. Quegli agnelli che, un po’ per scherzo, ma non tanto per caso, hanno dato il titolo a questo blog, sono finiti anche loro bruciati vivi in una giornata di scirocco infernale.

A noi gente di città sembra di avere il mondo in pugno; artefici del nostro destino, pensiamo di esserci guadagnati gli agi e comodità del nostro lavoro. Non è cosi’ per la gente di qui. Chi ha lavorato la terra per una vita intera, a volte per generazioni intere, sa invece che la ricompensa non è dovuta ne scontata. Che basta un soffio per mandare tutto letteralmente in fumo, e dover ricominciare da capo, altri sacrifici, altro lavoro, nessuna garanzia.

A te ragazzo/a di città, quando, come me a volte, ti senti insoddisfatto e infelice nel tuo lavoro in ufficio, ti dedico questa favola che viene da un’isola lontana. E’ una storia vera? No, non del tutto; è passata di bocca in bocca, abbellendosi a poco a poco, come tutte le fiabe che si rispettino.

C’era una volta un ragazzo di campagna.

Era benvoluto da tutti, aveva tanti amici e sin da quando era piccolo aveva sempre lavorato in campagna con la famiglia. Una famiglia di pastori, come tante ce n’erano nel piccolo paesino ai piedi della montagna. Come tutti i giovani, anche lui aveva un sogno. Voleva crearsi un lavoro nel proprio paese, vendendo il formaggio fatto col latte delle sue pecore. A vendere il latte non ci si guadagnava quasi più nulla, la vendita diretta gli avrebbe garantito un guadagno onesto per lui e la sua famiglia. Cosi’ un giorno apri’ un piccolo negozietto di periferia, senza pretese ne clamori. Il formaggio era buono e genuino, sapeva di ricordi e natura incontaminata. In men che non si dica ebbe un discreto successo.

Il sogno cominciava a realizzarsi, quando un giorno, mentre era in campagna con le sue pecore, il ragazzo vide il fuoco arrivare. Era l’incendio più’ grande che lui avesse mai visto. Fiamme alte metri e metri avanzavano spinte da un vento impietoso. In un attimo il piccolo paradiso costruito con fatica divento’ un inferno di fuoco. Il fumo bruciava occhi e polmoni, gli animali impazzivano dalla paura.  

Il ragazzo non ci penso’ un istante, incurante del fumo e le ustioni, si mise subito al lavoro per salvare le pecore da morte certa. Venne soccorso e salvato dai suoi compaesani. Essi, commossi dalla storia del ragazzo, si strinsero a lui e alla sua famiglia. Rincuorato da tanto affetto, nel cuore del ragazzo resto’ poco spazio per la rabbia, solo voglia di lavorare, ricominciare, ricostruire. 

 

 

 

 

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Autore: Maura C.

Sarda trapiantata all'estero, scrivo per piacere, e a volte come sfogo. Adoro leggere, viaggiare e imparare da ogni esperienza della vita.

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