Spunti Letterari: Quando il respiro si fa aria, di Paul Kalanithi

Su questo straordinario libro ci sarebbe tanto da dire. Ma è il ruolo della scrittura, usata come strumento per indagare il senso della vita, il tema che ho scelto di affrontare.

Dopo aver completato gli studi letterari, Paul si accorge che la vita accademica è troppo sterile per lui. Per trovare il vero significato della vita, deve sporcarsi le mani. Diventa neurochirurgo, e partecipa cosi delle storie di vita e di morte dei suoi pazienti.

E’ proprio vicino ai momenti dolorosi e difficili della nostra vita che ci capita di rimettere tutto in discussione, e ci facciamo la stessa domanda di Paul:

Per cosa vale davvero la pena vivere?

Per darsi una risposta, Kalanithy si rende conto di doversi rivolgere alla letteratura.

The privilege of direct experience had led me away from literary and academic work, yet now I felt that to understand my own direct experiences, I would have to translate them back into language.

La scrittura diventa strumento per dare ordine e significato alle esperienze della vita. Solo attraverso la narrazione, gli avvenimenti, in apparenza casuali e impietosi come la malattia dei nostri cari, assumono un significato e trovano una giustificazione.

In fondo questo è uno dei motivi per cui tantissimi di noi si dilettanto a scrivere. Solo pochi scrittori tireranno fuori capolavori, come ha fatto l’autore di questo libro. Ma di tutti è il piacere di creare ogni giorno una nuova storia e un nuovo significato per nutrire la nostra vita interiore.

Il libro è  davvero struggente, ma anche colto, ben scritto e, a modo suo, necessario.

Se volete saperne di piu’ trovate un altra ottima recensione su questo sito: Mag 16 — Busbookblog

Se invece l’avete letto o pianificate di farlo, fatemi sapere cosa ne pensate.